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Tuscan Holiday House La Casa che Sogna - English Version

Citerna vista da Pistrino

I camminamenti medievali di Citerna

Rocco: la mascotte di Citerna

Citerna vista dal ponte degli Averi

Citerna: uno dei borghi più belli d'Italia

Campanile di CIterna con la scultura "Polipo"

Statua davanti al teatro Bontempelli di Citerna

La Chiesa di San Michele Arcangelo a Citerna

I musici di Montone

Vicolo nel centro storico di Montone

I borghi della Valtiberina umbra: Citerna, Città di Castello, Montone

Per Valtiberina umbra si intende quella parte di territorio della valle situata nella Provincia di Perugia
Il percorso si svolgerà in auto. Partendo da La Casa che Sogna, prenderemo la strada in direzione di Arezzo e svolteremo a sinistra al semaforo di San Leo. Proseguiremo poi fino all’incrocio che segnala Citerna, dove svolteremo a destra. Si tratta di una strada piacevolissima, tra verdeggianti colline, e, in primavera-estate, tra distese di fiori variopinti.

Citerna

Già alla svolta potrete ammirare dal basso lo splendido borgo medievale, che si è fregiato della classificazione “Uno dei borghi più belli d’Italia”.

Le origini del nome del paese sono incerte. Potrebbe derivare da una contaminazione linguistica di cisterna, dal momento che in molti edifici sono presenti cisterne di raccoglimento di acque piovane.Ritrovamenti di fittili e monete testimoniano la presenza romana (castrum Citernae) in un territorio già abitato dagli etruschi.

La collocazione di Citerna ne denota la caratteristica di fortilizio con funzioni di avvistamento dei flussi militari provenienti dalle terre circostanti, Romagna, Marche e Toscana, di cui l’Alta Valle del Tevere costituisce la confluenza naturale.Contesa ripetutamente per questa sua posizione strategica, conserva ancora nella cinta muraria, nei camminamenti medievali e nell’acropoli sovrastante il borgo, la memoria della sua ricca storia.

Il nucleo storico di Citerna è racchiuso dentro la cinta muraria, realizzata tra XIII e XIV secolo con due accessi principali: a sud Porta Romana e a nord Porta Fiorentina. Subito a ridosso della prima si sviluppa il Monastero di Santa Elisabetta, nella cui chiesa a forma esagonale si trova una Vesperbild, iconografia tedesca raffigurante una Pietà del XIV secolo.Lungo il perimetro delle mura, sui lati est e ovest, si trovano i camminamenti medievali, con aperture a tutto arco perfettamente conservate. Dal corso principale si accede a Casa Prosperi – Vitelli, al cui interno si ammira il camino del XVI secolo detto degli Innamorati.

Proseguendo, oltre l’ingresso del Palazzo Municipale si incontra la parte conventuale della Chiesa di San Francesco, confiscata alla Chiesa dopo l’unità d’Italia. San Francesco è una chiesa-museo per il gran numero di opere d’arte che vi si conservano. Costruita nei primi decenni del Cinquecento, ha pianta a croce latina con nove altari riccamente decorati. Vi si trovano dipinti di Simone Ciburri, un affresco di Luca Signorelli e della sua scuola (1550 circa), una deposizione del Pomarancio, alcuni dipinti di Raffaellino del Colle e una collezione di paramenti sacri finemente lavorati in seta e oro.

Proseguendo il cammino lungo il corso si arriva alla piazza principale, Scipione Scipioni, da cui si ammira in tutta la sua bellezza l’anfiteatro naturale che si stende ai piedi di Citerna: il bacino idrografico del Tevere e la corona appenninica che lo delimita come un enorme catino, dal monte de La Verna a nord ai Monti Sibillini a sud.

Sulla piazza, la Torre civica reca un orologio a incastri meccanici in legno risalente al XVI secolo.

Sulla leggera salita di fronte, svetta la facciata della Chiesa di San Michele Arcangelo, costruita intorno al 1680, che conserva al suo interno una bellissima Madonna con Bambino della scuola di Giovanni della Robbia, una pregevole Crocifissione su tavola (1570) con relativo altare ligneo del Pomarancio e una campana datata 1269.

Sulla parte orientale di questo antico nucleo di Citerna si apre la piazzetta del piccolo ma elegante Teatro Bontempelli, fatto costruire dalla famiglia Vitelli nel Cinquecento, ora recuperato alla piena attività.

Sulla parte occidentale si erge invece la Rocca, la parte più antica del castello. Di origine longobarda (VII sec.), ricostruita nel XIV secolo, era l’antica residenza dei signori del luogo.Il bastione occidentale e il Torrione rotondo, divenuto simbolo del paese, completano il lato occidentale della cinta muraria.

Su appuntamento, da prendersi presso La Casa che Sogna, è possibile visitare anche la casa di Flora Volpini: nativa di Citerna, è stata una delle prime donne sindaco in Italia. Nota scrittrice e pittrice, lungo tutto il corso della sua vita, che si svolgeva tra i salotti letterari e i circoli mondani di Milano e Roma, continuò a tornare a Citerna, il paese che portò per tutta la vita nel cuore e di cui fu sindaco per 10 anni. All’interno dell’abitazione si potranno ammirare opere, oggetti personali e fotografie dell’artista, testimonianze di una fase importantissima della storia d’Italia.

Prima di lasciare Citerna si farà una sosta al bar, sulla piazza principale, dove Fabio e Patrizia vi offriranno un ottimo caffè e dolcini fatti in casa, si potranno comprare prodotti tipici presso il negozio di alimentari di Marisa (assolutamente da assaggiare è il prosciutto crudo toscano).

Se sarete affamati potrete fermarvi per pranzo al ristorante Belvedere che, come dice il nome, gode di un bellissimo panorama sulla Valtiberina.

Città di Castello

Si riprenderà l’auto e, una volta giunti a Città di Castello, parcheggeremo in uno dei tanti parcheggi pubblici gratuiti vicino al centro, per una passeggiata nel centro storico.

L'insediamento originario della città fu fondato dagli Umbri sulla riva sinistra del Tevere in prossimità del territorio assoggettato al controllo degli Etruschi; a partire dal III secolo a.C., a causa dell'espansione romana, la città fu federata di Roma e, successivamente, fu inserita nella Regio VI Umbria.

Assolutamente da non perdere a Città di Castello è La chiesa di Santa Maria Maggiore: edificata tra la fine del ‘400 e l’inizio del ’500 sul luogo ove sorgeva una piccola chiesa duecentesca. Elegante struttura di stile tardo-gotico con motivi rinascimentali, la chiesa è testimonianza dell’architettura dell’era dei Vitelli. Fu voluta da Niccolò Vitelli per celebrare la vittoria sui papalini Giustini. Interno a tre navate sostenute nelle volte a costoloni a sesto acuto.

Si potrà poi visitare il Museo del Duomo: notevole attrazioni del Museo sono il “Pastorale”, opera senese della prima metà del XIV secolo, di raffinatissima eleganza, ascrivibile alla produzione orafa del primo ‘300 toscano; il Tesoro di Canoscio, un insieme di calici, vassoi e altri oggetti di uso liturgico risalenti al V-VI secolo, che ne fanno collezione rara in Europa e di immenso valore storico, la “Madonna col bambino e San Giovannino” del Pinturicchio.

In centro si visiterà poi la Pinacoteca di Città di Castello: seconda in Umbria, per importanza delle opere custodite, alla sola Galleria Nazionale di Perugia, conserva capolavori di Maestro da Castello, Luca Signorelli, Raffaello, Andrea e Giovanni Della Robbia, Ghiberti, Ghirlandaio, Raffaellino del Colle, Pomarancio, Santi di Tito.

Prima di proseguire per una visita di due importanto musei “fuori porta” si potranno degustare i migliori vini italiani presso uno dei bar o delle enoteche del centro.

Visiteremo poi il Museo Burri, che si trova all’interno degli ex essiccatoi del tabacco. Sorti tra la fine degli anni ’50 e la metà dei ’60 per l’ essicazione del tabacco tropicale da parte della Fattoria Autonoma Tabacchi, nel ’78 l’ uso di uno degli essiccatoi venne concesso a Burri e nel ’79 fu aperto al pubblico il primo dei vasti cicli pittorici che caratterizzarono la sua produzione sino al 1993.L’acquisizione dell’ intero complesso nell’ 89 ha avviato al progetto generale di recupero e adattamento museale del singolare e immenso (7500 mq) immobile inaugurato nel 1990 che ospita 128 opere di grandi dimensioni.

Particolarmente interessante per comprendere la civiltà contadina umbra e poco distante dal Museo Burri è Il Centro di documentazione delle Tradizioni Popolari: situato a Garavelle, nella casa colonica prospiciente a Villa Cappelletti.

Montone

La visita di questa giornata si concluderà a Montone: imboccando la E45 in direzione di Perugia, si uscirà a Promano e si seguiranno le indicazioni per Montone, che si fregia della classificazione “Uno dei borghi più belli d’Italia” e della “Bandiera arancione”.

Strette e tortuose le strade che la percorrono in ogni senso, con scalinate che consentono di superare agevolmente i punti più scoscesi, in un susseguirsi di immagini indimenticabili di paesaggi umbri e architetture sovrapposte.

Dopo questa gradevole passeggiata, ci fermeremo a Montone per cena in uno dei tanti ristorati tipici oppure rientreremo a La Casa che Sogna per il meritato riposo
 

 

 

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